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Nucleare Si...Nucleare No

Mercoledì 22 Dicembre 2010 00:00 menostress-Journal - Tech... hi Tech
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di Andrea Amici

Nucleare Si...Nucleare No. Questo è il Dilemma!

 

Si sente parlare spesso in questo periodo di “Ritorno al Nucleare” come scelta obbligata e doverosa per fronteggiare in modo “Pulito” l'emergenza energetica, ovvero come rispondere alla crescente richiesta di Energia, producendola possibilmente senza emissione nell'atmosfera di agenti inquinanti e CO2.

Sulla questione sono in tanti a parlare, spesso senza un minimo di conoscenze tecniche, c'è chi è a favore e chi è contrario, entrambi le parti argomentano con veemenza le loro poszioni; ma qual è la verità? Qual è la scelta giusta? Insomma: Sto Nucleare ce serve o nun ce serve?

In questo breve articolo non risponderemo a questo quesito, ma cercheremo di dare in modo semplice, ragionevole e obiettivo le motivazioni delle due controparti, lasciando al lettore la possibilità di farsi la propria posizione personale. 

 

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N.I.M.B.Y. - Non nel mio cortile...

Sabato 17 Gennaio 2009 02:00 menostress-Journal - Tech... hi Tech
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di Andrea Amici

Alle porte dell’inverno bisogna stare attenti, girano molti virus e patologie particolari, le possibilità di ammalarsi sono molte, già si inizia a parlare di influenze di ogni tipo e provenienti da ogni parte del mondo, ma non solo di quello. Da qualche hanno sta emergendo un fenomeno di massa che sta assumendo proporzioni sempre più grandi, tanto da non poterlo più ignorare. Parlo del Fenomeno soprannominato dai sociologi “Effetto Nimby”. Questo articolo vuole chiarire la sua identità, analizzando in modo il più possibile oggettivo le cause originarie e le sue conseguenze; cercheremo inoltre di capire in che modo possa contribuire ad uno sviluppo sostenibile.

menos08_tech

La più grande enciclopedia on-line la definisce così:

Con NIMBY (acronimo inglese per Not In My Back Yard, lett. "Non nel mio cortile") si indica un atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere di interesse pubblico che hanno, o si teme possano avere, effetti negativi sui territori in cui verranno costruite. L'atteggiamento consiste nel riconoscere come necessari, o comunque possibili, gli oggetti del contendere ma, contemporaneamente, nel non volerli nel proprio territorio a causa delle eventuali controindicazioni sull'ambiente locale. (fonte: Wikipedia)

In poche parole è un fenomeno di massa, prettamente locale: è l’associazione di gruppi di cittadini che si oppongo a decisioni di forte impatto ambientale, normalmente si ha questa tipologia di reazione, che spesso può degenerare in forti proteste e manifestazioni, dinanzi a decisioni riguardanti l’individuazione di siti adatti per nuove centrali termoelettriche, discariche termovalorizzatori o siti per lo stoccaggio di elementi radioattivi.

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I Colori non esistono!

Lunedì 18 Agosto 2008 15:23 menostress-Journal - Tech... hi Tech
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di Roberta Caterino

SpettroVisibile.jpg

Chi di noi non si è trovato coinvolto in discussioni interminabili con fidanzati/e , genitori o amici su quale fosse esattamente il colore di un capo d’abbigliamento? Chi non hai mai avuto una camicia carta da zucchero, un pantalone avana (“avano” per i pugliesi!!!) una sciarpa vinaccia, un cappellino petrolio o un foulard indaco? Nel descrivere gli oggetti, ci viene spesso spontaneo fornire al nostro interlocutore indicazioni sulle caratteristiche dell’oggetto come la forma, la temperatura, la consistenza e…dire di che colore è!
Ma attenzione: il colore non è una caratteristica fisica! Il colore è

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Idrogeno - atto primo

Lunedì 18 Agosto 2008 12:59 menostress-Journal - Tech... hi Tech
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di Andrea Amici

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Tanto spesso si sente parlare dell'idrogeno, come vettore energetico del futuro, in televisione sempre più spesso presentano autovetture alimentati da questa molecola e progetti ad essa collegati. Ma quali sono le problematiche legate al suo utilizzo?Per quale ragione non si ha una diffusione di questi sistemi? In questo articolo cercheremo di fare un po' di chiarezza. Sicuramente il pregio principale dell'utilizzo dell'idrogeno è l'emissione zero di agenti inquinati, poiché unico prodotto del suo utilizzo è vapore acqueo, inoltre si avrebbero migliori rendimenti, poiché le Fuel Cells, in parole povere i motori ad idrogeno, hanno rispetto ai motori a combustione interna un rendimento migliore.
Quali sono, allora, le problematiche che impediscono un'ampia diffusione di questi sistemi? Il problema di questa tecnologia è l'idrogeno stesso, o meglio la molecola di idrogeno, che è la più piccola esistente in natura e per tale caratteristica è difficile da contenere e ha una densità molto bassa, ovvero a parità di volume un serbatoio contiene molto meno idrogeno rispetto ad un combustibile gassoso. In poche parole i problemi legati alla tecnologia dell'idrogeno sono il suo stoccaggio e trasporto. Per quanto riguarda lo stoccaggio la ricerca sta cercando i giusti materiali che riescano a contenere idrogeno e contenerne una quantità sufficiente in volumi accettabili; esistono tentativi di stoccaggio in forma liquida con serbatoio criogenici che mantengano temperature sotto i -220°C, attualmente il sistema più semplice continua ad essere quello dello stoccaggio in bombole da 250 bar. Il trasporto di idrogeno è legato strettamente al tipo di stoccaggio, infatti attualmente si trasportano le bombole con camion e furgoni. Purtroppo non sono pensabili sistemi analoghi a quelli dei combustibili fossili tradizionali, come oleodotti e metanodotti, che permetterebbero una rete di trasporto più ramificata ed efficiente, ma le caratteristiche dell'idrogeno non consentono una tale soluzione. Resta per cui ancora lontana la possibilità di rifornirsi d'idrogeno da distributori così come oggi si è possibile con i combustibili tradizionali, nonostante il grande sforzo scientifico che si sta compiendo in questi anni.

 

(Puoi leggere questo articolo nel numero CINQUE del menostressJournal, scaricabile liberamente da QUI !)

 

 

Bio-Architettura

Lunedì 18 Agosto 2008 11:32 menostress-Journal - Tech... hi Tech
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di Andrea Amici

Il nostro mondo è malato e la situazione sembra peggiorare ogni giorno di più, cosa si può fare o cosa si sta facendo per cambiare la situazione? Cercheremo di analizzare alcune soluzioni estremamente innovative che in questi ultimi anni stanno avendo un notevole sviluppo.

 

verdeparietale.jpg

Uno degli aspetti più affascinanti di questi ultimi anni è sicuramente lo sviluppo della bioarchitettura, una branca dell’architettura che nacque alla fine degli anni ’70 in Germania in seguito alla grande crisi energetica del 1973, che rispose al crescente problema energetico partendo dalle sue origini, ovvero dal consumo.

Lo scopo della “bio-architettura” è proprio quello di rendere sostenibile la progettazione e l’edificazione di abitazioni o di centri abitativi, attraverso una progettazione “intelligente” dell’edificio stesso, che tenga conto del contesto ambientale ed ecologico, sfruttando materiali naturali e fenomeni fisici come ad esempio la convezione dell’aria o l’inerzia termica.

Non si commetta l’errore di credere che

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Meno buche per tutti, più energia...

Lunedì 18 Agosto 2008 11:31 menostress-Journal - Tech... hi Tech
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di Andrea Amici

 

Roadenergy1.JPG

Una tecnologia rivoluzionaria ci permetterà di ottenere energia dall’asfalto

In tempo di campagna elettorale uno dei problemi che affligge maggiormente i cittadini delle grandi città è la qualità delle strade, spesso somiglianti di più a delle grandi groviere che a strade per lo scorrimento rapido delle autovetture. Per non parlare delle conseguenze climatiche che certe superfici comportano, infatti la prevalenza di superficie stradali asfaltate in città contribuisce ad un notevole aumento della temperatura, assorbendo i raggi solari. Ma ecco che dal mondo del rinnovabile a qualcuno è venuta in mente un’idea semplice ma alquanto geniale, che si propone proprio di sfruttare questa capacità delle superficie asfaltate di accumulare energia solare.

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