di Andrea Amici
Alle porte dell’inverno bisogna stare attenti, girano molti virus e patologie particolari, le possibilità di ammalarsi sono molte, già si inizia a parlare di influenze di ogni tipo e provenienti da ogni parte del mondo, ma non solo di quello. Da qualche hanno sta emergendo un fenomeno di massa che sta assumendo proporzioni sempre più grandi, tanto da non poterlo più ignorare. Parlo del Fenomeno soprannominato dai sociologi “Effetto Nimby”. Questo articolo vuole chiarire la sua identità, analizzando in modo il più possibile oggettivo le cause originarie e le sue conseguenze; cercheremo inoltre di capire in che modo possa contribuire ad uno sviluppo sostenibile.
La più grande enciclopedia on-line la definisce così:
Con NIMBY (acronimo inglese per Not In My Back Yard, lett. "Non nel mio cortile") si indica un atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere di interesse pubblico che hanno, o si teme possano avere, effetti negativi sui territori in cui verranno costruite. L'atteggiamento consiste nel riconoscere come necessari, o comunque possibili, gli oggetti del contendere ma, contemporaneamente, nel non volerli nel proprio territorio a causa delle eventuali controindicazioni sull'ambiente locale. (fonte: Wikipedia)
In poche parole è un fenomeno di massa, prettamente locale: è l’associazione di gruppi di cittadini che si oppongo a decisioni di forte impatto ambientale, normalmente si ha questa tipologia di reazione, che spesso può degenerare in forti proteste e manifestazioni, dinanzi a decisioni riguardanti l’individuazione di siti adatti per nuove centrali termoelettriche, discariche termovalorizzatori o siti per lo stoccaggio di elementi radioattivi.