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Roma sparita!

Sabato 17 Gennaio 2009 02:00 menostress-Journal - Rom-Anticherie
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di Giovanna Briguglio

menos07_pantheon1.jpg

 

Io m’aricordo invece n’antra Roma
quella che camminava senza fretta
d’er vignarolo co l’asino e la soma,
e mi nonna affacciata a la loggetta


-“Quanto la fate oggi sta cicoria”?
-“Venti lire ar chilo”. -“No …nun me ‘mporta”
-“Ma me so’ arzato all’arba mica è storia
pe falla pe li prati for de porta”


-“Mbeh…! che dite? so bboni i broccoletti”?
-“Ammazza che me state a pijà in giro?
-“Nun zò… me pare er cavolo è più bello,


dateme quello” -“Fa guasi du etti”
-“Dateme puro er sellaro, e te tiro
li sordi, e metti tutto ar canestrello”.-


 

 

(Puoi leggere questo articolo nel numero OTTO del menostressJournal, scaricabile liberamente da QUI !)

 

 

Il vino e i romani

Giovedì 21 Agosto 2008 15:02 menostress-Journal - Rom-Anticherie
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di Roberta Caterino


unoalgiorno.jpg ” Il primo bicchiere appartiene alla sete, il secondo all’allegria, il terzo alla voluttà, il quarto alla pazzia” – Apuleio-

Uno dei piaceri più antichi per l’uomo, il vino, era il grande protagonista di feste, banchetti ed eventi mondani già nella Roma imperiale. Influenzati dai Greci,  che consideravano i bevitori di vino puro dei soggetti vicini alla pazzia, anche i romani usavano diluire il vino con miele, erbe e perfino acqua del mare! Chi non poteva permettersi il vino ricorreva ad altre bevande come la Posca, assai diffusa fra i legionari, ottenuta da miscela di acqua ed aceto, e l’Idromele ottenuta con una parte di miele e due parti di acqua piovana.
Chi poteva permetterselo non faceva mancare al proprio banchetto i progenitori degli attuali sommelier, si chiamavano Hastores ed erano degli specialisti accreditati per controllare le dosi e la qualità del vino miscelato, assaggiandolo prima di farlo servire.
I vini che arrivavano a Roma da ogni parte del mondo venivano selezionati da veri e propri funzionari, i Susceptores vini. Si vendevano vini nelle Mensae vinariae nelle Tabernae vinariae, negli Opsonatores, dei ritrovi per pranzi veloci, e nei Thermipolia, luoghi simili ai bar.

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Una passeggiata per... Monti

Lunedì 18 Agosto 2008 15:25 menostress-Journal - Rom-Anticherie
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di Roberta Caterino

rionemonti.jpg Intorno a via Cavour, a due passi dal Colosseo c’è uno spicchio di Roma ancora popolare, sopravvissuto ai lavori della metro B e al processo di “commercializzazione” che ha cambiato quartieri storici di Roma ora molto trendy come Testaccio, Trastevere e San Lorenzo.
Ai tempi di Roma antica la zona si chiamava “Suburra” ed era un quartiere di malaffare dove nacque Cesare e più tardi visse Mecenate. Tra le viette di questo rione si sono consumati nella storia misteriosi delitti, omicidi e regolamenti di conti ma è qui che nei primi secoli dopo Cristo è cominciata la conversione di intere famiglie al Cristianesimo, la raccolta clandestina di reliquie, le prime messe celebrate in segreto. Con l’avvento dei Papi,

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Largo di torre Argentina

Lunedì 18 Agosto 2008 15:19 menostress-Journal - Rom-Anticherie
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di Roberta Caterino

torreargentina1.jpg

Largo alla Torre nascosta
Il giretto di oggi parte da un posto di solito considerato di passaggio. Un posto in cui si aspetta l’autobus, al limite ci si va per fare un giro alla Feltrinelli o perché c’è il capolinea del tram. Quasi nessuno presta attenzione al contorno quando passa da “Largo di Torre Argentina” (che i romani chiamano semplicemente “Largo Argentina”) perché è pieno di traffico, di caos e perché quella zona archeologica sembra “niente di che” visto che siamo non lontani dai fori imperiali e dai mercati traianei. Partiamo dal nome: dove sarà questa Torre Argentina? Se ci si guarda intorno in effetti una torretta si trova, e per chi si accontenta della prima spiegazione il giro non inizia, tutto torna già da ora.  La vera torre, una maestosa torre Medioevale si trova invece nel cortile di un palazzo a Via del Sudario 44, lungo il fianco desto del Teatro Argentina. Nell’Ottocento è stata mozzata e ora le case circostanti ne inglobano completamente il corpo.

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Pantheon: il tempio degli dei

Lunedì 18 Agosto 2008 15:19 menostress-Journal - Rom-Anticherie
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di Roberta Caterino

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Nell’ultimo numero ci siamo lasciati con l’arte del XX secolo oggi parliamo della più impressionante tra le strutture dell’antica Roma perché non si tratta di una rovina ma di un edificio maestoso che dal primo secolo dopo Cristo ad oggi ha mantenuto il suo aspetto quasi immutato. Sto parlando del Pantheon, un tempio pagano consacrato a Chiesa cristiana nel 604 d.C. e da allora rimasto tale fino ai nostri giorni

Un salto indietro nel tempo di circa duemila anni ma ancora un sorprendente caso di tecnologia al servizio dell’arte: tutto in questo edificio ha del soprannaturale, dai pavimenti di marmo colorato alle grosse colonne monolitiche all’esterno e una cupola così, cari lettori, sarebbe difficile da realizzare anche con la tecnologia odierna, come avranno fatto i romani? La storia di questo tempio fantastico è lunga e complessa, non voglio entrare del merito di quello che si può leggere su una buona guida turistica, vi parlerò di alcune curiosità che hanno il Pantheon come protagonista. Lascio a voi il compito, se volete, di trovare il labile confine tra realtà e leggenda.

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In barca a vela verso il nuovo millennio

Lunedì 18 Agosto 2008 15:13 menostress-Journal - Rom-Anticherie
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di Roberta Caterino

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Il viaggio di oggi ci porta in uno spazio e un tempo distanti anni luci dalle storiche rovine della Roma antica. Prendendo un autobus affollato o un pittoresco tram dalla stazione Termini si può percorre la Casilina verso quella che 50 anni fa era campagna e ora è parte della Roma che si allarga concentricamente fino al mare. Scendiamo alla fermata “Tor Tre Teste” e ci addentriamo un po’ nella borgata. Qualcuno potrebbe stupirsi che in una metropoli come Roma ad un certo punto si apra un parco tanto grande ma le ville sparse in città hanno abituato i romani ad avere le loro oasi verdi. In realtà il vero stupore arriva poco dopo quando lo sguardo è letteralmente investito da un’onda luminosa, accecante se la giornata è assolata. Una struttura imponente si erge tra il parco e i palazzi, ha un aspetto maestoso ed è…incredibilmente bianca!
Si tratta della chiesa intitolata a “Dio Padre Misericordioso”,

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