10-20 ottobre; Strumiça, Macedonia; International Youth Exchange “Lend me a hand”; il mio team: Mariagrazia, Mariapina, Stefano, Toto; paesi partecipanti Macedonia, Albania, Bosnia, Italia, Lituania, Polonia.
Questo, in sintesi, il secondo progetto di scambio giovanile internazionale a cui ho partecipato, e queste righe sono il mio secondo tentativo di rendere in parole l’esperienza incredibile e di invogliare altri a partire.
Anche se all’apparenza questi progetti sembrano tutti uguali, è solo la struttura formale ad essere quasi invariata, perché ciò che si vive e i ricordi che si portano a casa sono sempre unici. Formalmente, si sviluppa un tema (nell’ultimo progetto: “discriminazione”) tramite laboratori, attività di gruppo, giochi: il cosiddetto “apprendimento non formale”. Oltre ai workshops, si prevedono sempre escursioni e attività svolte nei paraggi e in mezzo alla gente del posto; infine non mancano mai le serate interculturali, in cui ogni Paese presenta se stesso, storia, cultura, tradizioni, danze, cibo…
In realtà ogni scambio è diverso dal precedente,
e due fattori rendono ogni viaggio unico, i paesaggi che vedi e le persone che incontri.
Della Macedonia mi limito a dire che è un posto magico, che soprattutto nelle aree “di campagna” mantiene un’atmosfera indescrivibile, rurale nel vero senso della parola, accogliente, silenziosa, tranquillizzante.
Delle persone che ho incontrato invece, vorrei dire troppe cose, così sintetizzo dicendo che si è creato un gruppo compatto, unito, fatto di ragazzi in gamba, spiritosi, generosi, pieni di idee e di creatività, che hanno reso speciale anche una semplice serata passata seduti intorno a una chitarra.
Lascio infine una menzione a parte per il tempo speso in un centro di riabilitazione in un villaggio vicino Strumiça, insieme a dei bambini sfortunatissimi e dolcissimi, a guardarli festeggiare e cantare, dopo aver cucinato per loro la pizza. Un pomeriggio che non dimenticherò mai.
Del viaggio in Macedonia ho portato con me bei ricordi, souvenir, migliaia di foto, risate, battute, soprannomi e tormentoni, un sacco di nuovi contatti Facebook, ma quello che mi è rimasto sopra tutto, per merito del luogo meraviglioso e delle persone uniche che ho visto, è l’intensità delle emozioni provate. E non c’è articolo di giornale che possa ricrearle, per cui… viaggiate!!!!!
(Puoi leggere questo articolo nel numero DODICI del menostressJournal, scaricabile liberamente da QUI !)
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