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Luca Olivieri - La Quarta Dimensione

Venerdì 23 Ottobre 2009 18:14 menostress-Journal - Musica non da tutti...
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di Antonio Menichella

menos11_Luca Olivieri“La Quarta Dimensione”, oltre ad identificare storicamente il “fattore tempo”,  è anche il titolo del nuovo disco del compositore e musicista Luca Olivieri.
Classe 1968, un diploma in pianoforte presso il conservatorio “N. Paganini” di Genova, esperto di composizione e musica elettronica, Luca Olivieri svolge da anni un’intensa attività di musicista che lo ha portato, tra l’altro, a produrre musiche originali per diverse compagnie e registi teatrali e a collaborare attivamente con il gruppo “combat folk rock” Yo Yo Mundi.
L’album si apre con “Angelina”, brano delicato e sognante che coinvolge subito per l’ottimo fraseggio tra le tastiere e il wurlitzer di Olivieri e la fisarmonica di Fabio Martino. Percussioni appena accennate e una eccellente chitarra completano l’opera.
Segue “Chrome” che col pulsante beat iniziale mette in luce le straordinarie doti compositive di Olivieri. Una fitta trama di sonorità calde e melodiose si fonde ad eleganti strutture elettroniche.
“Lontana presenza” si fa notare per l’ottima texture strumentale e soprattutto per il delizioso cameo di oboe di Mario Arcari.
“Il sogno di Napo” ha una intro decisamente ironica, che ricorda molto alcuni giochini elettronici del Morgan di “Canzoni dell’appartamento”. Nemmeno il tempo di assimilare questo gustoso flashback che già ci si ritrova proiettati in un’atmosfera (decisamente) mediterranea, scandita da ritmate percussioni, da una colorata fisarmonica  e dalle dolci note di oboe e clarino. E’ di sicuro questo il brano in cui si possono meglio apprezzare le doti compositive di Olivieri. Musica che delinea immagini e che porta a paragonarlo a uno dei più grandi autori e compositori di colonne sonore: Fabio Frizzi.
menos11_LaQuartaDimensione_cover

“L’attesa” suona eterea e delicata e introduce soffusamente “Un mondo segreto” che, grazie soprattutto all’ottimo uso dell’elettronica e alla grande maestria di Arcari ai fiati, proietta l’ascoltatore in una dimensione parallela in cui melodie orientali e atmosfere andine si amalgamano creando un “unicum” di energia celestiale.
“Fantasmi” si lascia ascoltare per l’invidiabile tono ironico, a metà strada tra una marcetta circense ed il walzerino di un carillon. Davvero originale.
Con “Baricentro morale” si ritorna ad atmosfere più rarefatte e dilatate, mentre “Alibi” si mostra più enigmatica e ritmata.
Vi è poi una ripresa della melodia iniziale, con “Angelina (Reprise)”, qui in versione più sofferta e marcata.
“Le ali del tempo” è il classico esempio di landscape sonoro ben strutturato ed amalgamato.
A concludere questa fantastica esperienza “spazio-temporale” il brano “Ricordo” che, tra l’etereo e il divertito, ben si presterebbe ad accompagnare le sequenze di un’opera felliniana.
Alle fasi di registrazione dell’album, oltre allo stesso Olivieri, hanno partecipato Mario Arcari (oboe, clarinetto e flauto, storico collaboratore di Fabrizio De Andrè, Ivano Fossati e Mauro Pagani), Fabio Martino (fisarmonica, Yo Yo Mundi), Fabrizio Barale (chitarra elettrica, Yo Yo Mundi), Andrea Cavalieri (contrabbasso e basso elettrico, Yo Yo Mundi), Giovanna Vivaldi (violoncello), Diego Pangolino (percussioni) e Roberto Lazzarino (chitarra elettrica).
(Puoi leggere questo articolo nel numero UNIDICI del menostressJournal, scaricabile liberamente da QUI !)

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