di Pietro Tilli
Una citta’ di nome Gaborone? A me sembra piuttosto un esotico « italian dessert!» Con questa battuta di gusto discutibile una “supponente ma ignorante” signora inglese, incontrata durante un safari, defini’ la capitale del Botswana, stato immediatamente a nord del Sudafrica. Vi lascio immaginare l’espressione di compassione mista ad un pizzico di disgusto stampata sulle facce dei miei due amici svedesi che a Gaborone ci vivono e lavorano. Ma, onestamente, quanti di noi italiani « di mondo e non » avrebbero saputo rispondere correttamente ? Molti certo, ma non credo la maggioranza, peraltro senza sentirsi autorizzati a fare battute di cattivo gusto… (ci definiscono un popolo sensibile…).
Tra quelli che del Botswana non avevano un’idea precisa figura sicuramente il sottoscritto che, a dir la verita’,
Leggi tutto...
di Elisabetta Pescrilli
10-20 ottobre; Strumiça, Macedonia; International Youth Exchange “Lend me a hand”; il mio team: Mariagrazia, Mariapina, Stefano, Toto; paesi partecipanti Macedonia, Albania, Bosnia, Italia, Lituania, Polonia.
Questo, in sintesi, il secondo progetto di scambio giovanile internazionale a cui ho partecipato, e queste righe sono il mio secondo tentativo di rendere in parole l’esperienza incredibile e di invogliare altri a partire.
Anche se all’apparenza questi progetti sembrano tutti uguali, è solo la struttura formale ad essere quasi invariata, perché ciò che si vive e i ricordi che si portano a casa sono sempre unici. Formalmente, si sviluppa un tema (nell’ultimo progetto: “discriminazione”) tramite laboratori, attività di gruppo, giochi: il cosiddetto “apprendimento non formale”. Oltre ai workshops, si prevedono sempre escursioni e attività svolte nei paraggi e in mezzo alla gente del posto; infine non mancano mai le serate interculturali, in cui ogni Paese presenta se stesso, storia, cultura, tradizioni, danze, cibo…
In realtà ogni scambio è diverso dal precedente,
Leggi tutto...
di Pietro Tilli
La citta’nel mondo che in questo momento attira maggiormente la curiosita’ generale e’ probabilmente Dubai. La prima volta che ci andai, due ani fa, le mie sensazioni prevalenti furono di stupore e meraviglia, come credo per chiunque vi si rechi per la prima volta. Grattacieli di tutte le forme e altezze, strade larghissime e perfette, centinaia di supercars, nonche’alberghi spettacolari (dei quali il piu’ famoso El Burj Al Arab, dalla inconfondibile forma di una vela, e’ il simbolo stesso della citta’). In sostanza, una generale sensazione di lusso e modernita’ sfrenati che cattura letteralmente il visitatore. E altrettanto impressionante era il numero di cantieri aperti e la maestosita’ delle opere previste! Le esclamazioni piu’ frequenti mie e degli amici che erano con me andavano da “incredibile!”, “pazzesco!” sino a “spaziale!”, “fantascientifico!”. In effetti, guidando di notte ebbi davvero la sensazione di trovarmi nel bel mezzo di un film di fantascienza.
Rimasi a Dubai cinque giorni e oltre all’inevitabile shopping (senza lasciarsi andare pero’...), ebbi la possibilita’ di visitare il Suk e di passare qualche giorno in relax sulla spiaggia piu’ frequentata, la Jumeirah Beach. Tornando in Pakistan,
Leggi tutto...
di Pietro Tilli
Dicembre 2006.
Il mio primo Natale in Pakistan si preannunciava come uno dei più “impersonali” di sempre. In un Paese “intensamente” musulmano, anche con un buon gruppo di amici, il Natale rischiava di diventare una successione di “pranzi-cene” in cui un’accozzaglia di occidentali si scambiavano ripetutamente auguri e bottiglie di spumante. Fermo restando che nono sono mai stato un “Christmas Fan” e nonostante avessi preso tutte le “precauzioni” per evitare suddette cene, circa una settimana prima del 25 mi ritrovai invitato a casa di amici italo-honduregni insieme a molta altra gente di diverse nazionalità.
Appena entrato, Dino (il padrone di casa)
Leggi tutto...
di Pietro Tilli
Nel mio immaginario di italiano curioso del mondo l’India ha sempre occupato un posto particolare, fatto di strade trafficatissime, colori sgargianti e gente sorridente. In Pakistan poi, l’India e’un argomento “delicato”a causa della decennale rivalita’ tra i due Paesi, scandita tra l’altro dal 1947 in poi, da tre guerre e diverse “guerrette” di cui il teorico oggetto del contenzioso è stato sempre lo stesso: il Kashmir, che con i suoi immensi ghiacciai costituisce una preziosa e strategica riserva d’acqua.
Breve “demagogica” interpolazione:
come sempre accade (sottolineo sempre), anche nel caso Indo-Pakistano la rivalita’ e’ un concetto artificioso, creato ad hoc da “governanti e prìncipi sul pisello” con il prezioso supporto dei mass-media, per tenere “graziosamente impegnato” il “popolino” (nella fattispecie 150 milioni di persone per il Pakistan, 1 miliardo per l’India...).
In ogni caso,
Leggi tutto...
di Pietro Tilli
“La lotta per la democrazia in Birmania è una lotta per la vita e la dignità. È una lotta che comprende le nostre aspirazioni politiche, sociali ed economiche. Una volta raggiunta la democrazia avremo tutti i mezzi per risolvere le questioni che affliggono il Paese". (Aung San Suu Kyi)
La Birmania. Ne avevo letto, sentito parlare, avevo visto in foto i Templi Buddisti, le cosiddette Pagode, innumerevoli, perche’ qui il Buddismo e’ una vera e propria religione (piu’ che una filosofia). E le spiagge incontaminate…
Leggi tutto...
di Pietro Tilli
Dal diario di bordo: E’ impossibile descrivere a parole la maestosita’ della natura che ci circonda. Ma soprattutto e’ impossibile cristallizzare e raccontare la sequenza di emozioni che lo stare insieme di fronte a tanta grandezza ci sta facendo provare...
Sin dai primi tempi qui in Pakistan, uno dei miei desideri piu’ grandi era quello percorrere in auto l’intero tratto pakistano della ”mitica” Karakoram Highway, una delle strade piu’ impervie e spetacolari del mondo, che da Taxila (50 km da Islamabad) conduce sino alla frontiera piu’ ”alta” del mondo: il Kunjerab Pass, il confine cino-pakistano, posto a 4600 metri sul livello del mare. Strada impegnativa, costata molte vite umane durante la sua realizzazione, ma sfida autentica.
Cosi’ una sera di febbraio dello scorso anno
Leggi tutto...
di Pietro Tilli
Islamabad, fine settembre 2005. E quasi un mese che sono arrivato in Pakistan, dove lavorero’ come addetto alla sicurezza dell’Ambasciata d’Italia e ho appena finito di vedere una bella casa che probabilmente prendero’ in affitto. Siamo in una delle zone piu’ belle di Islamabad, adiacente alle colline – le Margallas, tantissimo verde, case “VIP” un po’ ovunque e, in generale, una piacevole sensazione di tranquillita’. Quando usciamo noto per la strada moltissimi ragazzi, di tutte le eta’, vestiti con i tipici “shawal camis” (tipico abito pakistano costituito da pantaloni molto larghi e da una camiciona lunga quasi sino alle ginocchia), vengono dalla boscaglia che ricopre le Margallas e vanno a giocare nel parco in fondo alla strada. Parlando con il padrone di casa, mi dice che sono studenti coranici e che in mezzo alla boscaglia c’e’ una “madrassa” (scuola in cui si insegna, appunto,esclusivamente il Corano) abbastanza grande, la Jamia Faridia.Mi rassicura
Leggi tutto...
|
|